26 Aug 2019 01:51:33
Medicina

Vaccino anti-HPV: un nuovo studio conferma la sua efficacia

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Il vaccino anti-HPV permette realmente di ridurre in maniera notevole il rischio di ammalarsi di cancro alla cervice uterina. Lo confermano i risultati di una ricerca condotta dall’Università di Copenaghen, pubblicati sull’International Journal of Cancer. L’efficacia del vaccino è stata verificata confrontando i dati relative alle donne di due generazioni diverse: quella delle ragazze nate nel 1993, le prime ad aver ricevuto il vaccino, e quella delle donne nate dieci anni prima, mai sottoposte all’immunizzazione contro il papilloma virus.

Secondo i ricercatori danesi, il rischio di contrarre il tumore al collo dell’utero risulta inferiore di circa il 40% per la popolazione femminile vaccinata rispetto a quella non vaccinata. Lo studio risulta particolarmente rilevante perché si basa su un’analisi su larga scala, mai condotta prima d’ora.

Le donne nate nel 1993 sono state sottoposte all’immunizzazione all’età di 15 anni. Oggi il vaccino viene invece somministrato ancora prima, all’età di 12 anni, in modo da produrre un’azione preventiva contro il virus con un cauto anticipo rispetto all’inizio dell’attività sessuale. Questa differenza, spiegano i ricercatori, potrà garantire una diminuzione ancora più consistente del rischio di contrarre l’infezione e di ammalarsi di il tumore alla cervice uterina. Si ritiene quindi che i dati relativi alle nuove generazioni dimostreranno un’efficacia maggiore del vaccino anti-HPV rispetto a quanto è stato possibile osservare per le ragazze oggi venticinquenni.

La vaccinazione contro il papilloma virus umano non è obbligatoria, ma è altamente consigliata dall’organizzazione mondiale della sanità (OMS), oggi non più soltanto per le donne. L’infezione da HPV, spesso asintomatica, nella maggior parte dei casi viene debellata spontaneamente dal sistema immunitario. In alcuni casi, però, il virus causa l’insorgenza di alcune forme di tumore, in particolare quello alla cervice uterina, contratto in Italia da circa 3500 donne ogni anno.

In mancanza di una cura contro l’infezione, il vaccino risulta l’arma più efficace per prevenire l’HPV e le patologie ad esso correlate, oltre a regolari controlli ginecologici e alle campagne di screening e diagnosi precoce che negli ultimi anni hanno contribuito significativamente alla riduzione dei decessi per cancro alla cervice uterina.

Tutto ciò sarà oggetto di interessanti dibattiti nel corso dell'evento SCCL del 6 luglio 2018  PERCORSI DIAGNOSTICO/TERAPEUTICI PER LA PREVENZIONE ED IL TRATTAMENTO DELLE LESIONI DA HPV, che vedrà esperti dell'ambito ginecologico confrontarsi sui temi connessi al papilloma virus.