25 Mar 2019 17:56:32
Medicina

Spina bifida operata in utero. Tecnica rivoluzionaria eseguita al Policlinico di Milano

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Operati nel grembo materno due feti affetti da spina bifida. Gli interventi, effettuati al Policlinico di Milano, costituiscono il primo caso in Europa di applicazione di una nuova tecnica di chirurgia mininvasiva. Attraverso fori microscopici aperti nella zona ombelicale, i chirurghi hanno fatto penetrare nell’utero delle due donne operate strumenti di soli 3 millimetri di spessore, riuscendo così a intervenire sulla colonna vertebrale dei nascituri.

Gli interventi, durati circa cinque ore ciascuno, sono entrambi perfettamente riusciti, ma per verificare il pieno successo delle operazioni sarà necessario attendere la nascita dei due bambini, prevista tra agosto e settembre.

La spina bifida è la più comune malformazione della colonna vertebrale e del midollo spinale. A causarla è la mancata chiusura di una o più vertebre, con conseguente compromissione del midollo spinale. La patologia, che in Italia colpisce un bambino ogni 10mila nascite, può essere letale o comportare gravi disabilità quali disturbi neurologici, paralisi e altre anomalie ortopediche.  La diagnosi prenatale viene effettuata prevalentemente tramite l’esame ecografico del feto a partire dalla 16esima settimana di gravidanza. Si ritiene che a favorire l’insorgenza della patologia siano anomalie cromosomiche, problemi del metabolismo o le abitudini alimentari della madre.

Benefici molto limitati si ottengono talvolta intervenendo chirurgicamente dopo la nascita del bambino affetto dalla malformazione. L’operazione prenatale, maggiormente efficace, era fino ad oggi eseguita estraendo il feto dall’utero. Questo tipo di intervento, fortemente invasivo, può tuttavia comportare gravi rischi per la salute della donna, soprattutto in caso di una seconda gravidanza. La nuova tecnica chirurgica, inventata dalla Dr. Denise Lapa Pedreira dell’Albert Einstein Hospital di San Paolo, in Brasile, offre invece maggiori vantaggi sia alla madre che al nascituro e sembra garantire una notevole riduzione dei danni associati alla patologia.

I due interventi sono stati eseguiti da un équipe multidisciplinare guidata dal Dr. Nicola Persico e dal Dr. Francesco Macchini del Policlinico di Milano, con la supervisione della stessa Denise Lapa Pedreira. Una nuova operazione da effettuare con la stessa tecnica è prevista già tra circa due settimane.